Cenni storici
La valle Stura, in virtù
della sua posizione geografica, si è da sempre configurata come un importante centro di transito tra il Piemonte e la Francia, teatro del passaggio di mercanti, pellegrini ed eserciti. Abitata dai Liguri, fu poi assoggettata all'impero romano (ai tempi di Augusto) che insediò la stazione doganale di Pedona, odierna Borgo San Dalmazzo, con una dogana detta "Quadragesima Galliarum". Dopo la caduta dell'impero romano la valle fu oggetto d'invasioni da parte delle popolazioni barbariche prima e d'incursioni saracene poi. Dati più certi sulla storia della valle si hanno con le testimonianze scritte a partire dall'XI secolo relative alla giurisdizione ecclesiastica e civile. La valle Stura fu sotto il dominio dei Marchesi di Saluzzo per tutto il XII secolo fino a quando nei loro confronti, venne avviata una politica belligerante da parte del Comune di Cuneo che riuscì ad impossessarsi del territorio dell'intera valle. Dopo anni di controversie fra le due parti, la valle assistette all'avvento della potenza Angioina che culminò con l'unificazione della valle Stura, da Aisone in su, alla Provenza sotto il dominio di Carlo II d'Angiò. Vi fu poi l'avvento graduale dei Savoia che raggiunse il suo apice con l'invasione del Marchesato di Saluzzo da parte di Carlo Emanuel e
I. Il dominio Sabaudo trascinò la valle in dure vicende militari culminanti in scontri con le truppe francospagnole e napoleoniche. Negli anni successivi in valle si realizzarono numerose opere di sbarramento: dal Forte Albertino nel XIX secolo, alle linee difensive progettate durante il periodo fascista, lo sforzo dei "governanti" fu sempre quello di difendere una valle geograficamente aperta alle invasioni.
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