La Routo

L'ecomuseo della pastorizia è stato aperto al pubblico nel 2000 in concomitanza all'inaugurazione della mostra "La Routo: sulle vie della transumanza tra le Alpi e il mare". Un'esposizione itinerante che ha fatto anch'essa , proprio come i pastre della Valle Stura, la routo, ovvero la storica transumanza verso il Midi francese, nella stepposa piana della Crau, ad est di Arles, definita "inferno delle pecore, calvario dei pastori". I pastori sono per eccellenza figli delle Alpi, uomini che per generazioni hanno condotto le greggi praticando il loro mestiere nella Provenza che ancora oggi custodisce sui muri e sulle pietre degli ovili le incisioni dei loro nomi. Pastori di professione, originari delle valli Stura, Maira e Grana, uomini specializzati e fidati ai quali i grandi proprietari provenzali della Crau affidavano le greggi per condurle in montagna. Molti pastori rimanevano in Provenza solo durante l'inverno o per il periodo della tosatura e rientravano nei loro paesi alpini per lavorare la terra: molti altri invece, diventavano essi stessi allevatori e finivano per stabilirsi laggiù dove è consueto trovare cognomi tipici della valle Stura quali Balbis, Bruna, Trocello, Giavelli. Ancora nei primi decenni del XX secolo, circa quarantamila pecore lasciavano le pianure della Provenza per salire agli alpeggi delle valli Stura, Maira e Grana. L'ecomuseo dunque, ha raccolto questo "fare la routo", questo transumare che ha modellato ed inciso lo spazio geografico compreso fra la valle Stura e la Bassa Provenza nei suoi risvolti sociali, culturali e di tradizione.

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